Silvio imposta il prossimo futuro cominciando dai "dettagli". Ha chiesto ad Alemanno un passo indietro. Più o meno: non ti presentare, "facciamo a scambio" di poltrona e troviamo un altro candidato al Campidoglio gradito ai sondaggisti, più "moderno". Dall'Alemanno la disponibilità ci sarebbe pure, a patto che al suo posto non ci sia un ex An. Non qualcuno che (anche a suo modo di vedere, ci mancherebbe) sia in grado di portare avanti un programma, foss'anche quello di riconvertire il Colosseo in una sede vintage di Ikea. Chiunque, basta che non sia un ex An... ciò che pensa l'elettore di centrodestra (non che sia di mia competenza/interesse) poco (anzi nulla) importa. Roma caput mundi? Roma kaputt (mundi). Mi verrebbe da dire: "meglio così", sinonimo elegante di "cazzi loro". Ma non ci riesco. Nel Paese che si è riscoperto ostaggio di sondaggi e presunti guru della comunicazione, si fa fatica a comprendere che, con gli spifferi che soffiano, conta sempre meno il "chi" e sempre più il "come". Che invece di fare gli americani, sarebbe opportuno fare gli indiani, ma nel senso di poggiare l'orecchio in terra per ascoltare umori, sensazioni, tendenze (non quelle social, ma quelle sociali). Non è poi così difficile, ma neanche tanto facile. E non è necessariamente un retrò design della politica, nell'accezione negativa dell'espressione. Lo scalpitio dei Renzi e il frinire dei grilli non è poi così lontano.
Il blog di Michele Fiorentino... diffidate dalle imitazioni (anche perché non ce ne sono)
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lunedì 3 settembre 2012
martedì 21 febbraio 2012
Schizofrenici e buffoni
Solo qualche settimana fa era garanzia di cambio, garanzia di Monti, sospinto e osannato da un popolo alla ricerca della libertà dalla tirannia dell'uomo di Arcore e avvolto da una sottile nostalgia partigian-pertiniana. Solo qualche settimana dopo, con Monti che è una garanzia, Napolitano è l'amico dei banchieri, anche un po' buffone. E' che stiamo cambiando. E' che ora siamo un popolo serio, mica quel manipolo di pagliacci di qualche settimana fa che votava Berlusconi. Lo dice il Times. Non credete a chi vi parla di schizofrenia paranoide. E' un miracolo italiano.
Contraddire la Garzanti
L'aveva detto, quel Nostradamus di Casini: "Dopo Monti, nulla sarà più come prima". E' che stiamo cambiando: in 100 giorni di governo tecnico anche i partiti ci sembrano vecchi, arcaici, inutili ed elitisti. Via con le liste civiche, "a supporto", per dirla alla Berlusca, dei grandi partiti. A costo di contraddire la medesima, intoccabile e mitica Garzanti, secondo la quale la lista civica altro non è se non una "lista elettorale presentata alle elezioni amministrative, autonoma rispetto ai partiti tradizionali, con un programma che mira ad affrontare e risolvere problemi locali". Autonoma, a supporto sì, ma di idee e iniziative, non di altri movimenti. E' la fine dei partiti? O l'inizio di una diversa forma di presentarsi al pubblico (dei partiti)? La risposta ce la dà la cara, vecchia Costituzione italiana (art. 49, nello specifico), che nonostante i mille tentativi di assedio più o meno interessati, resta, in linea di massima, sempre attuale in quanto logica: "Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale". In partiti, non liste civiche o partiti o comitati. Partiti e basta. Perché, piaccia o no, la politica, come tutto, è fatta dagli uomini. Le liste civiche, o nuove forme di partiti che siano, pure. E ho il sospetto che al cambio di nome non sempre corrisponderà (magari mi smentiscono e mi rimangio tutto) un cambio di uomini o di generazioni. Specie se si andrà (solo) "a supporto", se si fungerà non da serbatoio del talento della società civile, bensì da specchietto per le allodole (che saremmo noi). E i presupposti, specie a destra, non sono dei migliori...
sabato 18 febbraio 2012
Quando il Wulff non arriva all'uva...
Come il classico lupo che non arriva all'uva perché dice che è acerba, così l'italiano che proprio non riesce a fare il tedesco neanche con tecnocrate al governo, gode dell'isolato scivolone del vicino teutonico. Che, per intenderci, non innalza il livello dell'italiano, ma semmai abbassa quello del tedesco: quindi al massimo siamo tutti e due asini, mica noi italiani siamo diventati improvvisamente puledri di razza... Comunque, nel profondo compiacimento italico per le dimissioni del presidente tedesco Wulff, accusato di illeciti, come al solito si è esagerato. E si è colta la palla al balzo per farneticare inutilmente, rivolgendo il ditone inquisitorio contro la Regione Puglia, rea di aver ospitato nella terra dei trulli un uomo accusato di aver intascato denaro illegalmente come se fosse, chessò, un Berlusca qualsiasi. Mettendo, tra l'altro, a serio rischio la propria immagine turistica e commerciale a livello internazionale: guardate cosa è successo a Panama per ricevere certi soggetti poco raccomandabili in delegazioni diplomatiche ufficiali.
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