Il blog di Michele Fiorentino... diffidate dalle imitazioni (anche perché non ce ne sono)
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giovedì 12 aprile 2012
Il lusso della vita e gli istinti pericolosi
Secondo l'Fmi c'è una minaccia che aleggia sulle teste dei poveri umani già provati dalla crisi: in questo mondo si vive troppo a lungo. Quella che sembrava una conquista della scienza e, quindi, dello stesso uomo, è in realtà un pesante macigno: troppi anziani uguale troppe pensioni. Indi, urge aumentare a data da destinarsi l'età pensionabile. Perché, se vuoi vivere tanto, te lo devi pagare il lusso. C'è uno studio secondo il quale noi umani abbiamo una vita più duratura (anche) perché abbiamo sviluppato un senso di famiglia e di affetti molto più acuto rispetto agli altri animali. Sostanzialmente "forziamo" la macchina perché costruiamo di volta in volta una sensibilità e un'identità d'assieme sconosciuta ad altre specie: vogliamo vedere figli e nipoti realizzarsi, giocare con loro, piangere con loro, condividerne gioie e dolori. Ultimamente questi ultimi sono predominanti e tra gli stimoli appena citati fa capolino l'istinto di sopravvivenza economica: sempre di più sono i genitori che temono la morte in quanto li priverebbe della possibilità di sostenere finanziariamente il figlio disoccupato e squattrinato, anche per colpa di un sistema economico sballato e dopato su input degli stessi politicanti che ora interpretano la parte dei saggi, chiedendo sacrifici e aumenti indefiniti dell'età pensionabile. Attenzione, però. Quando lo stimolo viene meno, si reagisce in due modi: fermando prematuramente una ruota che gira a vuoto (fenomeno ultimamente purtroppo molto diffuso) o sviluppando un istinto pericoloso, quello dell'aggressività e dell'odio. Qualcuno la chiama anti-politica...
martedì 21 febbraio 2012
Contraddire la Garzanti
L'aveva detto, quel Nostradamus di Casini: "Dopo Monti, nulla sarà più come prima". E' che stiamo cambiando: in 100 giorni di governo tecnico anche i partiti ci sembrano vecchi, arcaici, inutili ed elitisti. Via con le liste civiche, "a supporto", per dirla alla Berlusca, dei grandi partiti. A costo di contraddire la medesima, intoccabile e mitica Garzanti, secondo la quale la lista civica altro non è se non una "lista elettorale presentata alle elezioni amministrative, autonoma rispetto ai partiti tradizionali, con un programma che mira ad affrontare e risolvere problemi locali". Autonoma, a supporto sì, ma di idee e iniziative, non di altri movimenti. E' la fine dei partiti? O l'inizio di una diversa forma di presentarsi al pubblico (dei partiti)? La risposta ce la dà la cara, vecchia Costituzione italiana (art. 49, nello specifico), che nonostante i mille tentativi di assedio più o meno interessati, resta, in linea di massima, sempre attuale in quanto logica: "Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale". In partiti, non liste civiche o partiti o comitati. Partiti e basta. Perché, piaccia o no, la politica, come tutto, è fatta dagli uomini. Le liste civiche, o nuove forme di partiti che siano, pure. E ho il sospetto che al cambio di nome non sempre corrisponderà (magari mi smentiscono e mi rimangio tutto) un cambio di uomini o di generazioni. Specie se si andrà (solo) "a supporto", se si fungerà non da serbatoio del talento della società civile, bensì da specchietto per le allodole (che saremmo noi). E i presupposti, specie a destra, non sono dei migliori...
domenica 12 febbraio 2012
Proprio ora no...
Forse è solo un rigurgito di anti-politica. Forse è la sconfitta di un modo, arcaico, di "fare politica". Forse è la morte del bipolarismo. Forse è la vittoria di SEL. Forse un segnale della "base" al PD. Forse la logica conseguenza di una sciagurata inondazione. O di una crisi infinita. Sicuramente, quanto successo a Genova, è una dimostrazione di democrazia, merce rara di questi tempi. Democrazia indipendente da tecnicismi, che annulla lo "spread" tra votanti e votati, tra elettori ed eletti. Guai a rinnegarle ora, le primarie. Eh no: proprio ora no... ché non è mica colpa loro se Doria ha vinto.
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