Visualizzazione post con etichetta alemanno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta alemanno. Mostra tutti i post

lunedì 3 settembre 2012

Facciamo gli indiani. O meglio l'Ikea al Colosseo

Silvio imposta il prossimo futuro cominciando dai "dettagli". Ha chiesto ad Alemanno un passo indietro. Più o meno: non ti presentare, "facciamo a scambio" di poltrona e troviamo un altro candidato al Campidoglio gradito ai sondaggisti, più "moderno". Dall'Alemanno la disponibilità ci sarebbe pure, a patto che al suo posto non ci sia un ex An. Non qualcuno che (anche a suo modo di vedere, ci mancherebbe) sia in grado di portare avanti un programma, foss'anche quello di riconvertire il Colosseo in una sede vintage di Ikea. Chiunque, basta che non sia un ex An... ciò che pensa l'elettore di centrodestra (non che sia di mia competenza/interesse) poco (anzi nulla) importa. Roma caput mundi? Roma kaputt (mundi). Mi verrebbe da dire: "meglio così", sinonimo elegante di "cazzi loro". Ma non ci riesco. Nel Paese che si è riscoperto ostaggio di sondaggi e presunti guru della comunicazione, si fa fatica a comprendere che, con gli spifferi che soffiano, conta sempre meno il "chi" e sempre più il "come". Che invece di fare gli americani, sarebbe opportuno fare gli indiani, ma nel senso di poggiare l'orecchio in terra per ascoltare umori, sensazioni, tendenze (non quelle social, ma quelle sociali). Non è poi così difficile, ma neanche tanto facile. E non è necessariamente un retrò design della politica, nell'accezione negativa dell'espressione. Lo scalpitio dei Renzi e il frinire dei grilli non è poi così lontano.

domenica 5 febbraio 2012

Let it snow

A Foggia scuole chiuse anche lunedì. In Basilicata si va a far la spesa con gli sci da fondo. La neve ha vinto, dal Tavoliere al Pollino, non solo dalle parti del Tevere. Perché, piaccia o no, quest'anno la natura si è sbizzarrita a colorare di bianco lo Stivale. Però da noi il prurito da polemica a tutti i costi è irrefrenabile. L'anno scorso la neve mise k.o. gli aeroporti delle futuristiche (e ben più abituate al fenomeno meteorologico) New York e Londra, per tacere di Madrid, ma nessuno si sognò di chiedere le dimissioni del sindaco di turno, né il sindaco di turno si cimentò in arrampicate su specchi scivolosi. Perché quando nevica, nevica: si sta tutti a casa vicino al caminetto con la cioccolata calda e i bimbi incassano qualche giorno di festa extra a scuola che sicuramente fa meno danni alla loro istruzione dei tagli della Gelmini. Ma senza le dimissioni di Alemanno o la pubblica gogna in cui infilare Mongelli, che gusto c'è?