Il blog di Michele Fiorentino... diffidate dalle imitazioni (anche perché non ce ne sono)
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martedì 7 febbraio 2012
Quanto costa una scuola vuota
E vabbé, non c'è poi tanta neve. E il sale per terra porta sfiga (senza neve?). Ma (mi/vi) pongo un paio di domande: quanto costa aprire alcune scuole per accogliere sì e no il 30% degli studenti (epperò accendendo comunque il riscaldamento, la luce, ecc. che paga anche il genitore del bambino che sta a casa "innevato")? Giurate voi di non incazzarvi se metà degli impiegati pubblici che lavorano a Bari rimangono a casa bloccati dalla neve e dovete attendere tre ore per un timbro oppure dovete tornare indietro dopo aver fatto 100 km schivando il ghiaccio? Se la prima risposta è "poco" e la seconda è "sì", Emiliano ha fatto una fesseria. Altrimenti, buona neve a tutti.
Brava Bari
Sarà pure campagna elettorale anticipata, ma aprire il Petruzzelli ai senzatetto è un atto di solidarietà, aprire le scuole a chi ha bisogno di una bevanda ristoratrice e di un pasto caldo è un atto di umanità. Forse enfatizzati da una neve che così copiosa non è e forse non sarà (almeno nel capoluogo). Ma il gesto resta. E se il risultato è questo, piuttosto che minacciare neve, si minaccino elezioni più spesso...
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lunedì 6 febbraio 2012
Le mani avanti
Pericolo neve a Bari. Saranno pure inutili allarmismi, ma certe volte è meglio mettere le mani avanti per non... scivolare. Bravo Emiliano a chiudere per due giorni scuole e uffici pubblici: prevenire è gratis, ma soprattutto è meglio che curare. Alla regola del "nevica, governo ladro" non ci credo, è polemica per il gusto di far polemica. Ma il buon senso e la cautela, alla fine, pagano sempre.
domenica 5 febbraio 2012
Let it snow
A Foggia scuole chiuse anche lunedì. In Basilicata si va a far la spesa con gli sci da fondo. La neve ha vinto, dal Tavoliere al Pollino, non solo dalle parti del Tevere. Perché, piaccia o no, quest'anno la natura si è sbizzarrita a colorare di bianco lo Stivale. Però da noi il prurito da polemica a tutti i costi è irrefrenabile. L'anno scorso la neve mise k.o. gli aeroporti delle futuristiche (e ben più abituate al fenomeno meteorologico) New York e Londra, per tacere di Madrid, ma nessuno si sognò di chiedere le dimissioni del sindaco di turno, né il sindaco di turno si cimentò in arrampicate su specchi scivolosi. Perché quando nevica, nevica: si sta tutti a casa vicino al caminetto con la cioccolata calda e i bimbi incassano qualche giorno di festa extra a scuola che sicuramente fa meno danni alla loro istruzione dei tagli della Gelmini. Ma senza le dimissioni di Alemanno o la pubblica gogna in cui infilare Mongelli, che gusto c'è?
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