Il blog di Michele Fiorentino... diffidate dalle imitazioni (anche perché non ce ne sono)
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giovedì 8 marzo 2012
Diritti a punti di un Paese anormale
La Fornero, che una ne pensa e cento ne fa, ha detto "no a nuovi flussi, ma più tempo per disoccupati". Perché, sostiene, non si possono penalizzare gli stranieri che percepiscono l'assegno di disoccupazione. Indi, trattasi di "un provvedimento naturale, in quanto si tratta di lavoratori che hanno, ai sensi della legge 223 del 91, diritto all’assegno di disoccupazione, diritto che non viene meno in caso di rimpatrio. Sembrerebbe una mera crudeltà rimpatriare una persona che beneficia di un assegno di disoccupazione, al quale avrebbe diritto anche se fosse rimandato nel suo Paese". In sostanza, come inserito nella bozza di riforma dei permessi di soggiorno, si valuterà di prorogare ad almeno un anno, rispetto ai sei mesi attuali, il soggiorno in Italia degli stranieri disoccupati. Si valuterà ciò che, in un Paese civile (e per certi versi normale), sarebbe inconfutabile e fuori da ogni discussione: permettere a chi si è guadagnato un aiuto pagando puntualmente le tasse di usufruirne in caso di estrema necessità... A proposito, dal 10 marzo scatterà il permesso a punti. I punti, qualcuno glielo spieghi a questa politica pachidermica, si scalano dalla cartella del supermercato per vincere una pentola a pressione o dalle patenti degli ubriachi al volante, non dal futuro di un lavoratore onesto.
martedì 28 febbraio 2012
Quello che gli italiani non fanno
L'occupazione straniera, extracomunitaria soprattutto (eccezion fatta per la comunità rumena), va in controtendenza rispetto all'italiana. Nella prima parte del 2012 è previsto un incremento 2%, che stride non poco con il -1,3% dell'occupazione made in Italy. Lo afferma un’indagine di 800 imprese italiane con meno di 20 addetti, condotta da Panel Data per Fondazione Leone Moressa. Ma di che occupazione si tratta? Nel (quasi) 80% dei casi a tempo indeterminato e nel 60% con la qualifica di operaio generico (selezionato spesso senza richiedere esperienze precedenti). Del resto lo aveva già messo in luce lo scorso rapporto Caritas: in Italia, 35mila posti appartenenti alla categoria dei vecchi "mestieri" rimangono ogni anno senza occupazione. Il perché la leggenda degli stranieri che "fanno i lavori che gli italiani non vogliono" sia considerata tale permane un segreto. Che finirà nella tomba assieme a questa benedetta generazione del '68 ed alle sue menate sulle pari opportunità che hanno drogato il mercato del lavoro e quello della formazione in nome di un'uguaglianza fittizia.
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