Sergio Busquets, centrocampista titolare del Barcelona che ha vinto tutto, non parteciperà all'Olimpiade di Londra 2012. Un mese prima, infatti, si disputerà il campionato Europeo di calcio in Polonia/Ucraina: troppo sforzo, poverino, per l'under 23 (questa è l'età dei selezionabili per i Giochi), che darà forfait. E snobberà, di fatto, la competizione sportiva più importante di tutte. Nessuno dimentichi, infatti, che al netto dei contatti tv le federazioni calcistiche dell'universo appartengono ai comitati olimpici, dai quali ricevono (a norma di regolamento) fior di quattrini in concetto di ripartizione introiti in base ai tesserati. Ed essendo (quasi sempre o almeno in Italia ed in Europa) le federazioni calcistiche quelle con più tesserati, sono quelle che ricevono di più. Ed essendo quasi tutte le società calcistiche indebitate fino al collo, quei quattrini, sebbene non abbiano lo stesso peso specifico dei diritti tv, contribuiscono al salvataggio del mondo football. Pertanto, mi auguro che il Cio (comitato olimpico internazionale) intervenga al più presto, in un modo o nell'altro. Perché certi rifiuti fanno perdere valore al prodotto Giochi. Quindi, visto che il caso non è isolato e lo snobbismo pallonaro verso le Olimpiadi è di vecchia data, intravedo solo due soluzioni:
1) L'Europeo sparigli e si giochi in anni dispari.
2) Il calcio vada fuori dai Giochi (che poi è la mia preferita). Anche perché le Olimpiadi sono riservate ai non professionisti. E se è pur vero che anche in altre discipline ci sono i pro, nel calcio non hanno neanche la parvenza dei dilettanti. O forse solo nello stile...
Il blog di Michele Fiorentino... diffidate dalle imitazioni (anche perché non ce ne sono)
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venerdì 16 marzo 2012
giovedì 9 febbraio 2012
Proiettili di rame
Una piccola divagazione calcistica. Anzi, la scusa ideale per immergersi in un suggestivo amrcord. Lo Zambia è tornato sulla piantina del calcio internazionale: è in finale di Coppa d'Africa dopo aver battuto il Ghana, la squadra (dopo l'Italia) che peggio tira i rigori della storia. Ho salutato la notizia con un sorriso: da sempre simpatizzo per i "proiettili di rame" o "chipolopolo", come vengono chiamati in patria i giocatori della nazionale. Una simpatia che risale a 24 anni fa. Tanti. E me ne sono accorto vedendo la reazione di qualche giovane collega nell'ascoltare la notizia e nell'osservare la mia conseguente soddisfazione. Giovani colleghi che si chiedono: "Stefano Tacconi chi, quello col pizzetto (col pizzetto, non con i baffi!!!) dell'Isola dei Famosi?" e a cui la parola Bwalya suona a centro turistico esotico. Per loro, che nel 1988, in quella mattinata di Seul trionfale per lo Zambia e di incredulità per l'Italia, non erano ancora nati o dormivano beatamente nella culla, ecco un piccolo omaggio in video ai "proiettili di rame"... bentornati, chipolopolo!
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